A valle della Giornata europea del biologico, Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio, commenta i dati del rapporto Bio in cifre, curato da Ismea in collaborazione con CIHEAM Bari nell’ambito dei programmi Masaf, e il debutto del nuovo Marchio Biologico Italiano.
“I dati presentati confermano una crescita dei consumi, premiando un settore che continua a essere il fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano. A fronte di una lieve contrazione delle superfici, l’Italia mantiene una leadership produttiva di cui siamo orgogliosi, e che oggi trova un ulteriore strumento di valorizzazione nel nuovo Marchio Biologico Italiano”, afferma Maffini.
“Questo traguardo è il frutto di un percorso di eccellenza e dell’impegno concreto dimostrato dal Masaf nel sostenere lo sviluppo della filiera in questi anni. Sappiamo che ci sono ancora molti passi avanti da fare, ma guardiamo al futuro con fiducia”, prosegue la Presidente di AssoBio.
In questo scenario si inserisce il debutto ufficiale del nuovo Marchio Biologico Italiano, presentato ieri in occasione della Giornata europea del biologico per identificare le referenze ottenute da materia prima 100% nazionale. Il sigillo, caratterizzato dall’intreccio di tre foglie – verde, bianca e rossa – affiancherà la fogliolina europea con l’obiettivo di valorizzare le produzioni del territorio e offrire massima trasparenza ai consumatori.
“In occasione della Giornata europea del biologico è stato presentato anche lo spot che accompagnerà il lancio del Marchio Biologico Italiano e che andrà in onda da fine ottobre sulle reti Rai”, aggiunge Maffini.
I dati di Bio in cifre confermano la solidità del mercato biologico italiano. Nel 2025 i consumi domestici hanno raggiunto 4,4 miliardi di euro, con un incremento del 9,2% rispetto all’anno precedente, portando l’incidenza del biologico al 4% della spesa agroalimentare complessiva. Un trend favorevole confermato anche nella prima metà del 2026, periodo in cui le vendite segnano un ulteriore +4% superando il comparto convenzionale.
Sul fronte produttivo, il 2025 ha evidenziato una contrazione del 5,4% delle superfici biologiche totali, legata soprattutto al calo delle aree in conversione e dei prati pascoli, mentre i terreni già certificati sono rimasti stabili e il numero degli operatori è sceso dell’1,8%. L’Italia conferma tuttavia il proprio peso strategico nel biologico europeo, con il 19,4% della superficie agricola utilizzata nazionale dedicata al biologico (oltre 2,3 milioni di ettari) avvicinandosi progressivamente al target europeo del 25%.