La presidente di AssoBio è intervenuta all’incontro dedicato al ruolo delle politiche e degli investimenti europei a Villa Graziani, a San Giustino: “Il biologico è un valore ambientale, sociale e per la salute. Occorre coinvolgere tutti i ministeri e favorire l’accesso dei consumatori ai prodotti biologici”.
Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio, ha partecipato alla conferenza organizzata lo scorso 23 ottobre da IFOAM Organics Europe, FederBio e Fondazione Progetto Valtiberina, ospitata a Villa Graziani, a San Giustino. Maffini è intervenuta alla tavola rotonda dedicata al rapporto tra biologico, competitività e sviluppo dei mercati, insieme a Luigi Scordamaglia, presidente di EAT Europe, e Camilla Laureti, deputata al Parlamento europeo, vicepresidente del gruppo S&D e membro della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Il confronto, moderato da Eduardo Cuoco, Direttore di IFOAM Organics Europe, ha approfondito il ruolo del biologico nel rafforzare la resilienza, la competitività e la capacità produttiva dei territori in un contesto in cui le politiche agricole, le risorse europee e le strategie di investimento saranno determinanti per il futuro del settore.
Nel suo intervento, la Presidente di AssoBio ha richiamato l’attenzione sulla necessità di affiancare al sostegno alla produzione, politiche capaci di stimolare la domanda interna, riconoscendo il valore del biologico non soltanto sul piano economico, ma anche per i benefici ambientali, sociali e legati alla salute.
“L’Italia è un grande Paese produttore, trasformatore ed esportatore di prodotti biologici, ma i consumi interni hanno ancora ampi margini di crescita – ha dichiarato Nicoletta Maffini -. Per consolidare il settore dobbiamo lavorare su entrambi i fronti, domanda e offerta, creando le condizioni perché il biologico sia più accessibile ai consumatori e le imprese possano investire con prospettive di mercato solide”.
Tra le priorità indicate da Maffini c’è l’introduzione di strumenti concreti per favorire l’acquisto di prodotti biologici, a partire da misure che possano alleggerire il costo della spesa per le famiglie. Tra le ipotesi, anche la possibilità di prevedere agevolazioni fiscali per gli acquisti di prodotti bio, eventualmente partendo dagli alimenti biologici destinati alla prima infanzia. Un sostegno che, secondo la Presidente di AssoBio, contribuirebbe a ridurre le barriere economiche all’acquisto e ad ampliare la platea dei consumatori.
“In una fase in cui il potere d’acquisto delle famiglie è sotto pressione, non possiamo dare per scontato che la qualità e i benefici del biologico si traducano automaticamente in una maggiore domanda – ha aggiunto Maffini -. Servono interventi che aiutino concretamente i cittadini a scegliere questi prodotti, insieme a risorse per la comunicazione a disposizione delle imprese. La crescita del mercato richiede un impegno condiviso da parte delle istituzioni e di tutta la filiera”.
La Presidente ha inoltre sottolineato l’importanza di un approccio trasversale alle politiche per il biologico, che coinvolga non soltanto il Ministero dell’Agricoltura, ma anche i dicasteri della Salute, dell’Ambiente, dell’Economia e delle Finanze. Il riconoscimento del contributo del biologico alla sostenibilità ambientale e al benessere delle persone, ha evidenziato, dovrebbe tradursi in politiche coordinate e in strumenti capaci di valorizzarne gli effetti nel medio-lungo periodo.
Sul fronte normativo, Maffini ha espresso apprezzamento verso la recente revisione legislativa che prevede semplificazione, senza però ridurre controllo e sicurezza a garanzia di tutto il sistema e fino al consumatore.
“La semplificazione può rappresentare un’opportunità importante per le imprese, purché non venga mai meno la solidità dei controlli e la sicurezza che il biologico deve garantire al consumatore finale – ha concluso la presidente di AssoBio -. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere pienamente il valore di questo modello produttivo e tradurlo in politiche capaci di sostenere le aziende, rafforzare il mercato e accompagnare la crescita dei consumi”.